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Grand Transmitter - Under The Wheel EP

Grand Transmitter - Under The Wheel EP

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Quattro amici hanno formato una band ed hanno scritto alcune canzoni. Non sarebbe una grande storia se si concludesse così e fortunatamente non lo è. Gli amici hanno formato infatti i Grand Transmitter e questo è il loro primo EP “Under The Wheel”, che mette in luce un talento acustico scuro e una nuova voce profonda, delicata e particolare cui dare ascolto.

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Quattro amici hanno formato una band ed hanno scritto alcune canzoni. Non sarebbe una grande storia se si concludesse così e fortunatamente non lo è. Gli amici hanno formato infatti i Grand Transmitter e questo è il loro primo EP “Under The Wheel”, che mette in luce un talento acustico scuro e una nuova voce profonda, delicata e particolare cui dare ascolto. Descrivono la loro musica come “canzoni che poggiano su solide fondamenta dai toni scuri ma variegati e fortemente espressivi”, definizione però troppo concisa per far loro giustizia. In apertura dell’EP troviamo “Slaves”, una folk song da camera da letto con un chorus che sembra gridare: “ASCOLTATEMI”! La title track “Under The Wheel” serpeggia attraverso un immaginario subconscio di Wayne Coyne per giungere poi ad una conclusione inattesa quanto improvvisa. Con Nick Cave, David Bowie, le icone belghe deus, i Mercury Rev e Johnny Cash come fonti di ispirazione più vicine, I Grand Transmitter vantano certamente uno spettro di influenze abbastanza ampio per richiamare su di se l’attenzione. E questo debutto, è solo la punta dell’iceberg di un potenziale ancora parzialmente espresso ma già ben delineato. Ha dichiarato Jake: “E’ stata la nostra prima registrazione vera in studio,che si è rivelata allo stesso tempo un’esperienza stressante e meravigliosa. Avevamo suonato molto i pezzi durante i numerosi live in giro per il Regno Unito (come supporto ai Keane e agli Stands) ed abbiamo desiderato trasportare le ottime sensazioni live in studio, ed è stato fantastico veder emergere i pezzi durante le registrazioni con questo feeling”. E quelle vibrazioni certamente impregnano la conclusiva “You Are Not Alone” dimostrando come un sussurro può essere a volte efficace come un grido.